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Il Comune di Sassari, è uno dei capoluoghi di provincia con il più basso rapporto tra popolazione residente e territorio amministrato, poco più di 2 abitanti per ettaro. Questa peculiarità se rappresenta un vantaggio, ad esempio perché riduce i limiti spaziali allo sviluppo, è anche un vincolo perché facendo crescere il costo dei servizi, impone una stringente pianificazione delle risorse, un’attenta scelta di priorità e, soprattutto, richiede la capacità di usare al meglio le opportunità offerte dai piani e programmi di sviluppo e tutela del territorio della Regione, dello Stato e della Unione Europea.lago.jpg (36814 byte)

Le iniziative che l’Amministrazione comunale di Sassari ha intrapreso per il recupero e la riqualificazione ambientale del Lago di Baratz sono un esempio di quanto appena scritto.

Il Lago e l’area circostante sono stati identificati come area naturale protetta dalla Legge regionale sui Parchi n° 31 del 7 giugno 1990, sono stati dichiarati dall’Unione Europea come sito naturale di interesse Comunitario, sono compresi nell’area del sito geominerario dell’Argentiera riconosciuto nel 1997 dall’Unesco come geosito di interesse internazionale, e tuttavia, nonostante tutti questi riconoscimenti, questo territorio soffre da anni di una situazione di crisi ambientale che si è andata sempre più accentuando.

Per superare questo grave stato di fatto, il Comune di Sassari ha richiesto alla Comunità Europea il finanziamento di un Progetto dal titolo "Piano di risanamento e realizzazione dei primi interventi di bonifica sul lago di Baratz e sul suo bacino imbrifero", nell’ambito del programma comunitario ENVIREG, specialmente rivolto ad interventi in "aree a vocazione turistica con compromissioni ambientali"

Il progetto, valutato positivamente dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Ministero dell’Ambiente, è stato finanziato dalla Unione Europea.

Nella scheda di finanziamento si diceva che: ‘nonostante l'importanza naturalistica, scientifica e paesaggistica, attualmente il lago versa in uno stato di considerevole degrado e abbandono’ e che ‘la presenza non regolata di attività antropiche nelle aree confinanti con la fascia boschiva di rispetto innalza ulteriormente il livello trofico del lago già di per se elevato per cause naturali dovute alla scarsa profondità media’.

A fronte delle problematiche così identificate in via preliminare, era posta l’esigenza di un piano di risanamento avente lo scopo di:

riportare il lago a delle condizioni di equilibrio, quanto più vicino possibile a quelle originarie, intervenendo sul lago stesso e sul bacino imbrifero riducendo le possibili fonti di inquinamento;
valorizzare l'area da un punto di vista ambientale al fine di renderlo fruibile per delle corrette attività ricreative nel rispetto della tutela ambientale;
gestire in modo coordinato le risorse idriche del bacino, riqualificandole e regolarizzando le destinazioni d'uso.

Nell’ambito delle attività del progetto ENVIREG sono stati eseguiti i primi interventi di recupero, di cui il centro di accoglimento è l’esempio più palese ma non unico, è stato altresì’ realizzato:

un sistema di monitoraggio permanente delle acque del lago,
la bonifica delle rive e del lago dagli ordigni bellici abbandonati dopo la 2a guerra mondiale,
uno sfoltimento delle piante acquatiche che alteravano gravemente le condizioni del lago,
sentieri (uno dei quali opportunamente attrezzato per poter essere percorso anche da non vedenti) per migliorare la fruizione del lago.

Sulla base delle esigenze individuate nel Piano di risanamento si sono predisposte le schede per richiedere le necessarie risorse alla Comunità europea ed al Governo italiano, nell’ambito dei prossimi programmi di risanamento ambientale, in tal modo avviando un’azione di pianificazione e coordinamento degli interventi che nel corso degli anni, dovranno garantire il completo recupero di quest’area.

Le iniziative intraprese, tuttavia, pur essendo importanti, non potrebbero da sole assicurare alcun successo al risanamento ambientale di questo lago senza un coinvolgimento attivo della popolazione.

Già in passato l’essere Baratz sia l’unico lago naturale della Sardegna, con la sua bellezza delicata, quasi timida, che così nettamente distingue quest’angolo remoto di territorio dalla forza e dalla asprezza che comunicano le falesie delle coste nord-occidentali dell’isola, non è bastato ad impedire l’inquinamento , il degrado e l’abbandono.

Per questo l’Amministrazione intende promuovere, anche utilizzando le strutture finora realizzate, occasioni di incontro tra i cittadini, uomini e donne, bambini e studenti, ed il lago: il centro di accoglimento, le passeggiate sui sentieri dovranno permettere non solo una riscoperta di Baratz ma anche una sua riappropriazione.

Se in precedenza, iniziando il risanamento ambientale del lago il Comune di Sassari ha dimostrato di voler attivamente recuperare all’uso dei suoi cittadini e dei suoi ospiti una porzione del suo territorio negletta, ora intende farne non solo strumento di svago od opportunità turistica ma anche occasione di lavoro e di sviluppo economico

Per questo l’Amministrazione sta già operando, utilizzando le infrastrutture realizzate come strumento di lavoro e di formazione per giovani disoccupati, nell’ambito di un progetto di Lavori di Pubblica Utilità finanziato dalla Regione.

I giovani avranno il compito di gestire il Centro, fare la manutenzione e dell’area del Lago e dei sentieri, accompagnare e guidare all’osservazione degli aspetti paesaggistici e naturalistici più interessanti.

Saranno inoltre intraprese altre iniziative che uniscano sviluppo dell’occupazione e protezione dell’ambiente, utilizzando fondi governativi ed europei.

Questa è la strada da seguire per operare in modo stabile il recupero del Lago di Baratz, senza dover ricorrere a provvedimenti di emergenza o a misure tampone, per realizzare un risanamento che rispetti la peculiarità e la fragilità di questo ecosistema attraverso la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini.

Anna Sanna
Sindaco di Sassari

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