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Il lago Baratz di trova nella parte Nord-Occidentale della Sardegna (nella regione
denominata Nurra - vedi mappa),
compreso tra
40°40'35"" e 40°41'14" di latitudine Nord e 4°13'10" e
4°13'53" di longitudine Ovest (con riferimento all'Ellissoide internazionale
orientato a Roma, Monte Mario).
Secondo Cottiglia (1969) il lago si è formato a seguito della sbarramento, da parte di una duna sabbiosa delle valli fluviali dell'attuale Rio dei Giunchi e del Rio proveniente da Cuili Puddighinu. La duna si estende per circa 850 metri in direzione da Nord-Ovest a Sud Est ed ha una quota massima di circa 70 metri (Punta Sa Guardiola) ed una quota minima lungo l'asse di circa 50 metri a Nord-Ovest e di circa 40 metri a Sud-Est.
La duna è costituita da terreni sabbiosi, sovrastanti
arenaria con interstratificazioni argillose. A partire dagli anni '50, a seguito di un
intervento di forestazione, la duna è densamente vegetata con conifere del genere Pinus.
Il lago si trova ad una distanza di circa un chilometro e mezzo dal mare.
Il lago non possiede emissario ed il ricambio idrico avviene esclusivamente per
evaporazione e filtrazione.
Storicamente il lago è caratterizzato da una elevatissima variazione dei
livelli. Il livello della superficie dell'acqua a partire dal luglio 1995, misurato dal
Consorzio nel corso del progetto, evidenzia una profondità massima del lago di circa 6,5 metri. I dati storici disponibili in letteratura presentano un
valore massimo di circa 13 metri indicando quindi una ipotetica variazione di livelli fino
al doppio di quello attuale.
Il rilievo geomorfologico, condotto nellambito del progetto sul bacino di monte del Lago Baratz, ha consentito principalmente di evidenziare la configurazione del sistema di drenaggio superficiale e il modellamento dei versanti e di valutare gli spessori e le distribuzioni delle coltri detritiche.
In particolare il rilievo ha evidenziato una netta differenza nel carattere orografico del bacino tra la parte settentrionale ed elevata, articolata in valli e vallecole estesamente ricoperte da boschi e pascoli, e la parte centro-meridionale di valle, sub-pianeggiante, solcata dai rii scolanti al lago e quasi totalmente coltivata. La peculiarità di questa distinzione orografica si riflette infatti nel tipo di uso del suolo.

La parte alta del bacino presenta infatti un sistema articolato di valli, con una valle poco profonda dellasta principale del Rio dei Giunchi e due valli profonde solcate dagli affluenti del Rio dei Giunchi, ossia la valle del Rio del Cuili Melzi, affluente di destra, e la valle del Rio del Cuili Brancazzu, affluente di sinistra. La valle del Rio del Cuili Melzi presenta un andamento Est-Ovest mentre la valle del Rio del Cuili Brancazzu si allunga in senso Nord-Sud come il corso del Rio dei Giunchi. I rilievi e le vallecole laterali delle tre valli principali presentano versanti sempre più acclivi mano mano che si sale verso lo spartiacque che si allinea in senso Est-Ovest da Punta Canistreddu a Punta Signaoggu. In questa parte del bacino sia le valli principali che le vallecole presentano un caratteristico fondovalle conformato a conca allargata, spesso coltivato, per la maggior parte dellanno asciutto o con un solco per alveo ricoperto da folta vegetazione arbustiva. Le pendenze dei fondovalli sono sempre modeste, a parte le valli alla testata del bacino. Ampi tratti di fondovalle sub-pianeggianti sono inoltre sede di stagnazioni o imbibizioni di acqua.
La parte centro-meridionale del bacino, a valle di una linea pedemontana che può essere tracciata tra Cuili Eremita ad Ovest, attraverso Cuili Rio dei Giunchi e Cuili Maringodu ad Est, deve la sua conformazione a guisa di altopiano al tipo di terreni presenti, in massima parte depositi alluvionali terrazzati plio-pleistocenici, e al processo di ringiovanimento morfodinamico post-tirreniano che ha prodotto i profondi solchi dei rii colatori al lago, anchessi quindi incassati rispetto al territorio circostante. Va a tale proposito notato che se le vallecole dei rii del bacino della parte centro-settentrionale presentano un fondovalle per la maggior parte incolto o a tratti coltivato, i tratti terminali degli alvei dei rii colatori al lago sono caratterizzati da una fitta copertura arbustiva e da una intricata vegetazione, per lo più di natura idrofila.
Dai rilievi geomorfologici effettuati e dallanalisi di campagna non sono emersi indizi di instabilità come movimenti franosi o processi di erosione accelerata ad indicazione di un grado elevato di maturità del bacino. Ciò nonostante lestesa copertura di alluvioni terrazzate plio-pleistoceniche profondamente solcate dei rii del bacino nel loro tratto di valle indica che la curva di equilibrio è stata alterata dai mutamenti del livelli eustatici occorsi durante le glaciazioni quaternarie.
II perimetro del bacino ha una forma approssimativamente quadrangolare.
Il bacino ha i seguenti confini:
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