![]()
Nella pagina presente vengono presentate le considerazioni conclusive, in particolare la sintesi del quadro informativo-conoscitivo e la descrizione delle principali problematiche in atto.
Scopo del presente capitolo è fornire una sintesi del quadro informativo acquisito sul Lago Baratz e sul suo bacino, a conclusione dell'insieme articolato di dati ed informazioni trattati nei precedenti capitoli.
Il Lago Baratz, ubicato nella parte Nord-Occidentale della Sardegna, si é formato a seguito dello sbarramento, da parte di una duna, delle valli fluviali dell'attuale Rio dei Giunchi e del Rio proveniente da Cuili Puddighinu. La duna, costituita da terreni sabbiosi sovrastanti arenarie con interstratificazioni argillose, a seguito di un intervento di forestazione, eseguito negli anni '50, é densamente vegetata con conifere.
La costa del lago é sabbiosa nella parte meridionale e parzialmente rocciosa in quella settentrionale, ove sono presenti tre maggiori insenature, relativamente profonde, che costituiscono le zone di raccordo con il reticolo idrografico del bacino; nella parte orientale del lago risulta emersa, ai livelli ridotti attuali, un'isola.
Il lago non possiede emissario ed il ricambio idrico avviene esclusivamente per evaporazione e filtrazione sotterranea.
I dati pluviometrici rilevati nella stazione di Alghero Aeroporto fino al 1996 mostrano un valore medio delle precipitazioni per gli ultimi 31 anni circa pari a 570 millimetri, con una deviazione standard dell'ordine di 141 millimetri.
Alla luce degli elementi riportati in letteratura o derivabili dall'esame delle foto aeree disponibili e dall'analisi delle condizioni dei prelievi di campioni di acqua effettuati a partire dagli anni '70, è stato possibile ricostruire parzialmente ed in modo discontinuo, una storia dei livelli del lago. La profondità massima riscontrata storicamente risulta dell'ordine di 13.8 metri (inizi del 1964). Tale valore è prossimo al massimo (13.5 metri) indicato da Montaldo (1954) con riferimento al periodo 1947-51. In tale periodo la profondità presentava rilevanti fluttuazioni annue, in dipendenza del regime pluviometrico, con oscillazioni stimabili anche dell'ordine di 1-2 metri nel corso dell'anno.
Valori medi storicamente tipici della profondità del lago sono probabilmente compresi tra 9 e 11 metri. Negli anni '70 vi è stato comunque un rilevante abbassamento, causato dai prelievi per uso irriguo, fino a livelli dell'ordine di cinque metri, interamente recuperato già a fine degli anni '70 dopo l'interruzione di tali prelievi. Da alcuni anni la profondità del lago non dovrebbe aver ecceduto gli 8-9 metri, come si desume dalla presenza di rilevante vegetazione arbustiva a quote corrispondenti alle più elevate linee di battigia raggiunte in questo periodo, vegetazione che non reca traccia di fenomeni di sommersione. L'attuale profondità massima (dell'ordine di 6÷6.5 metri) è, probabilmente, una delle più basse raggiunte.
Nellambito del presente Progetto, a partire dal Luglio 1995, si è provveduto alla misura sistematica dei livelli lacustri. Le misurazioni effettuate hanno evidenziato fluttuazioni dei livelli lacustri estremamente contenute, dellordine di 30 centimetri annui.
Il bacino scolante del Lago Baratz si estende principalmente a Nord del lago, per una superficie complessiva di oltre 1100 ettari. La natura dei terreni porta ad escludere che il bacino scolante sotterraneo possa differire significativamente dal bacino superficiale. Il reticolo idrografico del bacino è costituito da quattro corsi d'acqua principali a regime marcatamente torrentizio e da una serie di rii ed impluvi minori che affluiscono nei quattro corsi d'acqua principali.
Il bacino di Baratz è caratterizzato idrogeologicamente da un fondo sostanzialmente impermeabile costituito da filladi sericitiche nel settore settentrionale e arenarie varicolori in quello meridionale e da sovrastanti formazioni permeabili comprendenti alluvioni terrazzate pleistoceniche e depositi sabbiosi post-tirreniani. Tra le formazioni a basso grado di permeabilità del substrato del bacino sono ancora da includere i termini ciottolosi, ghiaiosi e sabbiosi in matrice di argilla ferretizzata delle alluvioni terrazzate tirreniane. Il bacino risulta quindi piuttosto impermeabile, con tempi di corrivazione stimabili in circa 2 ÷ 3 ore.
Nonostante queste caratteristiche idrogeologiche, a seguito di un periodo di persistenti e intense precipitazioni tra Ottobre 1996 e Gennaio 1997, specie con riferimento ai regimi pluviometrici tipici regionali, i corsi dacqua che alimentano il lago presentavano portate molto esigue. Contemporaneamente è stata evidenziata solamente una modesta crescita dei livelli del lago (si noti che le fluttuazioni di livello nel periodo compreso tra Luglio 1995 e Gennaio 1997, sono risultate estremamente contenute, dellordine di 30 centimetri su base annua).
Queste osservazioni, con riferimento a quanto già in precedenza descritto sulla base dei dati storici disponibili sul lago, alle caratteristiche di impermeabilità del bacino imbrifero e allaccentuato abbassamento del livello del lago degli ultimi anni, sembrano delineare soprattutto una situazione di crisi del Lago Baratz non tanto a carattere di squilibri ambientali e di variazioni nelle condizioni fisico-chimiche delle acque lacustri, quanto indotta dal progressivo ridursi dei volumi idrici invasati nel lago. Tale situazione appare riconducibile sia ad una scarsa capacità, allo stato attuale, del tratto terminale dellalveo degli affluenti del lago di smaltire le portate ivi corrivate dal bacino, a causa dellintricata vegetazione presente, dovuta alla trascurata manutenzione idrologica dellalveo, sia a processi di drenaggio del lago instauratesi per le particolari condizioni di magra del bacino, come ad esempio sistemi preferenziali di circolazione idrica sotterranea (coltri, faglie o paleoalvei) che drenano lacqua dei rii e del lago convogliandola verso il mare. Gli invasi artificiali riscontrati nelle valli dei rii afferenti il Rio dei Giunchi durante i sopralluoghi, portano tuttavia a non escludere cause antropiche, come possibili prelievi non controllati mediante derivazioni e pompaggi, alla situazione di crisi del lago.
Tale situazione ha richiesto pertanto, preventivamente alla definizione finale del Piano di Interventi ed alla loro progettazione esecutiva, lavvio di unindagine di dettaglio sulle cause che ingenerano la situazione di deficit idrico anzidetta, siano esse di origine naturale od antropica.
Il quadro storico informativo relativo alla qualità delle acque lacustri è risultato fortemente incompleto e disomogeneo. Tale quadro è stato migliorato con il procedere del Progetto e sarà comunque ulteriormente migliorato a seguito dellinstallazione del sistema automatico di rilevamento previsto dal progetto.
Per quanto riguarda i parametri fisici e idrochimici di base, la temperatura delle acque presenta un tipico ciclo stagionale, con minime invernali dell'ordine dei 9 °C e massime estive dell'ordine dei 28 °C. Va notato che mentre in passato (rilievi negli anni 1964-65 e 1978-79) si manifestava chiaramente una stratificazione termica, generalmente nel periodo Aprile-Ottobre, con massima differenza tra superficie e fondo nel mese di Agosto e stabile nell'intervallo tra 11 °C e 13 °C, i rilievi del 1994-96 evidenziano inequivocabilmente la scomparsa di tale stratificazione, con differenze della temperatura tra superficie (i cui valori massimi sono analoghi a quelli degli anni precedenti) e fondo inferiore a 3 °C.
I valori di conducibilità rilevati evidenziano un elevato contenuto ionico e, quindi, una spiccata natura salmastra del lago (valori tipici di acque dolci sono dell'ordine di un decimo di quelli rilevati): essi evidenziano inoltre un chiaro andamento evolutivo in crescita negli ultimi anni. La conducibilità è infatti passata da valori dellordine di 2 mS/cm negli anni 1978-79, a valori dellordine di 4 mS/cm nel 1994, a valori stabili dellordine di 5.5 mS/cm nel 1995-96. Tale comportamento è spiegabile col fatto che in assenza di un emissario le perdite idriche del lago sono dovute essenzialmente allevaporazione, che causa quindi, oltre alla diminuzione del livello del lago, anche una progressiva concentrazione dei soluti presenti nelle sue acque.
I valori del pH risultano compresi generalmente tra 7 e 9 (con punte fino a 9.5). Anche per quanto riguarda il pH si rileva una sostanziale scomparsa, nel 1994-96, dei fenomeni di stratificazione verticale, tipici della sottrazione estiva di anidride carbonica negli strati superficiali da parte delle alghe e della produzione di anidride carbonica, in conseguenza dei fenomeni respiratori e demolitivi, sul fondo. Tali fluttuazioni stratificate erano evidenti nei rilievi precedenti al 1994.
L'andamento dello ione cloruro evidenzia una sostanziale stabilità nei rilievi dal 1964 al 1979, con valori generalmente compresi tra 500 e 700 mg/l: tali valori piuttosto elevati confermano la natura salmastra del lago. I rilievi del 1995-96 evidenziano un rilevante incremento dello ione cloruro, che sostanzialmente raddoppia, attestandosi su valori dell'ordine dei 1500 mg/l.
Negli ultimi due anni il comportamento del lago é risultato quindi assai diverso rispetto ai periodi precedenti, probabilmente a causa delle basse profondità, con la scomparsa di ogni stratificazione della colonna d'acqua e con un forte incremento di concentrazioni ioniche (in particolare cloruri) e, seppure in misura un poco minore, di durezza.
Per quanto riguarda i nutrienti e la situazione trofica del lago va notato che i dati relativi allossigeno disciolto per gli anni '60 e 1978-79 mostrano il tipico andamento stagionale con crescita epilimnica e decrescita ipolimnica nel periodo estivo. Nello stesso periodo i valori ipolimnici scendono a zero (anossia), ad indicazione dello stato eutrofico del lago. I dati del 1994 e i dati del 1995-96 non indicano invece tale andamento. Le concentrazioni di ossigeno a livello del fondo misurati nellAgosto 1995 (67-87 per cento) sono i massimi assoluti mai rilevati e si confrontano con un unico valore diverso da zero, nellAgosto del 1968, quando, pure, non era rilevabile un fenomeno di stratificazione termica (la situazione di allora era, però, attribuibile allazione dellidrovora). Nel Luglio 1996 lossigeno disciolto è decisamente inferiore del valore misurato lanno precedente e raggiunge il 9 per cento.
Levoluzione dei valori di saturazione nel periodo 1995-1996 mostra una netta tendenza verso valori sempre più elevati. Per tutto il 1995 non sono mai stati osservati valori di saturazione di ossigeno vicini al 100%. A causa dellassenza di stratificazione, si è probabilmente verificato un maggiore consumo di ossigeno da parte del materiale organico indecomposto presente nei sedimenti rispetto alla produzione di ossigeno operata dalla componente vegetale dellecosistema (macrofite e fitoplancton). Nel 1996 ha cominciato a prevalere la produzione di ossigeno rispetto al suo consumo e quindi si è osservato un progressivo aumento dei valori di saturazione su tutta la colonna dacqua. I valori molto alti (oltre il 140%) osservati a partire da Giugno 1996 corrispondono ai massimi valori di pH osservati e sono probabilmente dovuti allattività fotosintetica delle macrofite (Potamogeton pectinatus), presenti in grande quantità.
Lazoto ammoniacale mostra una crescita, nel periodo 1978-79, in prossimità del fondo, per effetto dellimpossibilità di ossidazione dei composti organici del sedimento, in condizioni prossime allanossia. Tale picco estivo dellammoniaca sul fondo sembrerebbe mantenersi, seppure a valori più bassi, anche nel 1994 (in assenza di stratificazione termica e di anossia); nel 1995-96 pur presentando lammoniaca al fondo un picco estivo confrontabile a quello del 1994, si ha un incremento di ammoniaca anche in superficie, ove si raggiungono le massime concentrazioni storicamente rilevate (circa 70 mg[N]/mc).
Le concentrazioni di nitriti osservate durante il periodo 1995-1996 sono risultate sempre molto basse, con un massimo storico di 18 mg[N]/mc in superficie il 29 Luglio 1996, in corrispondenza di una elevata concentrazione di ammoniaca. Va sottolineato che non sono mai stati osservati accumuli di nitriti neppure negli strati anossici, dove lassenza di ossigeno può innescare fenomeni di respirazione anaerobica con riduzione dei nitrati a nitriti e quindi ad ammoniaca.
Per quanto riguarda il fosforo reattivo, nel periodo 1978-79, a causa della presenza della stratificazione termica delle acque è stato osservato, in prossimità del fondo, durante i mesi estivi, un aumento progressivo dei valori di fosforo reattivo presumibilmente a causa della decomposizione del materiale organico precipitato e del rilascio da parte dei sedimenti anossici. Tale comportamento non si verifica nel periodo 1994-96 in quanto presumibilmente non avvengono rilevati fenomeni di rilascio da parte dei sedimenti a causa della presenza continua di condizioni di buona ossigenazione anche in prossimità del fondo. Le concentrazioni osservate, sempre molto basse e anche in questo periodo prossime allo zero, indicano il fosforo come principale fattore limitante.
I valori di fosforo totale sono compresi, approssimativamente, tra 30 e 90 mg[ P] /mc negli strati superiori e tra 50 e 600 mg[ P] /mc in prossimità del fondo, per il periodo 1978-79, mentre nel periodo 1994-96 la variazione é nell'intervallo tra 25 e 90 mg[P]/mc, indistintamente per i due livelli: anche le concentrazioni più basse di fosforo rilevate sono tipiche di ambienti eutrofici.
Le concentrazioni di clorofilla a sono sempre superiori, se si esclude il 1994, a 8 mg/mc, che é considerata la soglia tra lo stato mesotrofico e quello eutrofico, e raggiungono picchi anche di 150 mg/mc (valore tipico nel periodo 1978-79), mentre il massimo misurato nel periodo 1994-96 é di 35 mg/mc. Levoluzione dei valori di clorofilla a negli ultimi anni sembrerebbe indicare una diminuzione dello stato trofico del lago. La diminuzione dei valori di clorofilla è tuttavia, presumibilmente, da imputare allaumento delle macrofite radicate (Potamogeton pectinatus) che competono con il fitoplancton per lassunzione dei nutrienti e quindi ne mantengono bassa la concentrazione.
Tutti i rilievi effettuati sui nutrienti ed il trofismo evidenziano un quadro chiaramente eutrofico del Lago Baratz. La trofia naturale del lago, valutata mediante lapplicazione dellindice MEI, porta ad una valutazione della concentrazione media di fosforo totale di origine naturale compreso tra 35 e 55 mg[P]/mc. Pertanto la trofia naturale del Lago Baratz è riconducibile ad una situazione riconducbile ai limiti inferiori delleutrofia, secondo la classificazione OECD (1982) a limiti rigidi.
Analisi di rilascio dei sedimenti del Lago Baratz hanno indicato che i ratei di rilascio, valutati in diverse condizioni chimico-fisiche, sono risultati complessivamente molto contenuti. Il rateo di rilascio in condizioni di anossia (a pH elevato) risulta pari a 1.26 mg[P]/mq per giorno. Tale rilascio, pur risultando molto maggiore di quello misurato in condizioni aerobiche (0.008 mg[P]/mq per giorno), è pur sempre di almeno un ordine di grandezza inferiore delle rate di rilascio anaerobico misurate in laghi eutrofici. Tuttavia, qualora dovessero instaurarsi nuovamente condizioni di anossia nellipolimnio del Lago Baratz è presumibile che si possano verificare fenomeni di rilascio di ortofosfato da parte dei sedimenti con il conseguente aumento della concentrazione di fosforo nelle acque del lago.
Va evidenziato che la caratterizzazione di flora e fauna é stata, al momento, limitata all'ambiente lacustre e potrà essere successivamente estesa all'intero bacino, sulla base delle indagini integrative previste nel Progetto, che permetteranno anche una migliore conoscenza della vegetazione macrofitica lacustre, con particolare riferimento al Potamogeton pectinatus.
Nell'area lacustre emersa, per l'abbassamento dei livelli del lago, le informazioni disponibili identificano una vegetazione ripale, costituita predominantemente da tamericio, tifa, fragmites e giunco. Tale indicazione, preliminare e di larga massima, sarà approfondita nel corso del censimento complessivo della vegetazione di cui alle indagini integrative previste.
Nell'area lacustre, la flora macrofitica é dominata dal Potamogeton pectinatus, la cui estensione si situa spesso tra la batimetrica dei due metri e quella dei tre metri, con distanze dalla riva approssimativamente comprese, in generale, tra 10 e 50 metri.
Indagini sul fitoplancton del Lago Baratz, svolte a partire dagli anni '70, hanno indagato la presenza di Prymnesium parvum, che potrebbe essere una delle possibili cause della mancanza di fauna ittica nel Lago Baratz. Questa specie è nota perché può produrre sostanze tossiche che possono determinare morie di pesci negli ambienti in cui si sviluppano; peraltro gli effetti tossici del Prymnesium parvum possono variare significativamente in funzione delle condizioni ambientali, anche a livelli di tossine costanti. Il Prymnesium parvum ha raggiunto nel Gennaio 1996 valori medi superiori a 110 milioni di cellule per litro (125 in superficie e 150 in prossimità del fondo).
In tale ambito i dati relativi al periodo Agosto 1995-Luglio 1996 indicano un peggioramento delle condizioni di trofia delle acque del lago, soprattutto durante il periodo Dicembre 1995-Aprile 1996, quando le Chlorophyceae e le Prymnesiophyceae sono risultate presenti con densità comprese tra 100 e 250 milioni di cellule per litro le prime e intorno a 100 milioni di cellule per litro le seconde. Tali densità algali sono tipiche di ambienti eutrofizzati.
Le analisi di zoobenthos hanno evidenziato, innanzitutto, una scarsezza zoobenthonica nella zona centrale e meridionale del lago, mentre ne sono maggiormente ricche le zone riparie e, soprattutto, le due insenature a Nord-Est. I risultati delle analisi di zooplancton evidenziano che esso é quantitativamente molto abbondante e rappresentato, quasi esclusivamente, da Copepodi e Cladoceri nel Settembre 1995, e da Copepodi e Rotiferi nel Gennaio 1997.
Il censimento dellittiofauna, ha rilevato la presenza di Cyprinus carpio e di Tinca tinca (questultima in un numero di esemplari molto limitato), con presenza di individui di grosse dimensioni in un punto circoscritto del lago, forse caratterizzato da condizioni ecologiche favorevoli per laccrescimento.
Nellambito del presente Progetto sono state condotte analisi delle acque sotterranee e superficiali. Le analisi non hanno evidenziato situazioni di inquinamento delle acque sotterranee e superficiali imputabili a sorgenti antropiche allinterno del bacino. Le acque superficiali sono risultate avere un contenuto salino non trascurabile, come evidenziato dai valori elevati di conducibilità e dai contenuti di ioni cloruro e sodio.
I terreni del bacino hanno subito negli ultimi decenni un profondo cambiamento dell'uso del suolo, da prevalentemente boschivo a pascolo e a coltivo con conseguenze sui processi di erosione. Infatti, la meccanizzazione delle operazioni colturali su terreni declivi e la pesante azione di calpestio, esercitata dagli zoccoli di animali al pascolo, rendono precarie le condizioni di resistenza del suolo agli eventi meteorologici, accentuando il rischio erosivo.
Per quanto riguarda l'uso del suolo nel bacino scolante nel Lago Baratz, solo il 16 per cento del territorio risulta coltivato, mentre il restante 84 per cento è interessato da prati e pascoli (48 per cento), da pineta (6 per cento) e da bosco (30 per cento).
Globalmente nel bacino sono stati censiti 19 pozzi, quasi tutti adibiti ad uso potabile. Tali pozzi (profondità da circa tre a circa cinque metri dal piano campagna) intercettano falde superficiali freatiche a carattere stagionale e pertanto risultano asciutti per buona parte dell'anno. L'approvvigionamento idrico per l'irrigazione delle culture avviene prevalentemente tramite la condotta del Consorzio della Nurra. Secondo le dichiarazione dei proprietari o degli affittuari delle proprietà non viene utilizzato alcun fertilizzante o antiparassitario.
Per quanto riguarda gli allevamenti zootecnici, il totale dei capi nel bacino risulta superiore a 1000 unità, in larga parte ovini (79 per cento).
Le abitazioni e gli abitanti presenti nel territorio del bacino risultano rispettivamente pari a 16 e 22 unità. La densità di abitanti è estremamente bassa, pari a un abitante ogni 54 ettari, a testimonianza del fatto che il bacino è per lo più scarsamente antropizzato.
A conclusione del capitolo preme ricordare che il presente rapporto é finalizzato a presentare il quadro conoscitivo di insieme del Lago Baratz, in relazione ai diversi aspetti previsti nel Progetto e limitatamente a quanto possibile sulla base degli elementi informativi disponibili. Il quadro conoscitivo di tutti gli aspetti ed i meccanismi ecologico-ambientali del Lago Baratz potrà essere totalmente definito attraverso attività pluriennali di monitoraggio e controllo, ad esempio attraverso il sistema di monitoraggio previsto nel Progetto.
PRINCIPALI PROBLEMATICHE IN ATTO
Il quadro descrittivo presentato nei precedenti capitoli permette di individuare con chiarezza lesistenza di alcune problematiche principali relative al Lago Baratz, anche già rilevate in precedenti studi (si vedano in particolare Università di Sassari, Dipartimento di Botanica ed Ecologia Vegetale, 1994b; Sechi, 1991; Sechi e Cossu, 1980) ed in parte già evidenziate nellambito della Relazione Preliminare. Per quanto ulteriori approfondimenti siano necessari (e verranno svolti nel prosieguo del presente Progetto attraverso lesecuzione delle indagini integrative sul bacino e linstallazione del sistema di monitoraggio), in questo capitolo viene presentata una prima discussione delle principali problematiche in atto, al fine di definirne, per quanto possibile, i contorni, sulla base del quadro informativo precedentemente riportato, e di individuare gli sviluppi essenziali per la loro migliore definizione, nella prospettiva di identificare gli interventi più appropriati da inserire nel Piano di Risanamento.
Le principali problematiche individuate sono essenzialmente riconducibili a due aspetti fondamentali: problemi di bilancio idrico e problemi di eutrofia.
La discussione nel presente paragrafo non intende costituire unanticipazione dellimpostazione del Piano di Risanamento, in quanto esso sarà basato sullidentificazione preliminare di obiettivi e strategie, anche connessi allo sviluppo ed alla valorizzazione dellarea, in base ai quali dovrà essere identificato un insieme coordinato di interventi, idonei al raggiungimento dei suddetti obiettivi e contestualmente alla risoluzione di tutte le problematiche dellarea. In questa sede ci si limita ad una breve discussione preliminare delle maggiori problematiche fino ad ora evidenziate.
La natura peculiare del Lago Baratz (di sbarramento) e lassenza di un emissario determinano un quadro particolare in cui configurare le problematiche di bilancio idrico. La limitatezza del bacino, la sostanziale assenza di sistemi idrici permanenti e le rilevanti oscillazioni degli andamenti climatici (in particolare pluviometrici) creano, in tale quadro, le condizioni per il manifestarsi di tale tipologia di problema.
Le indagini sui sedimenti (Luglié, 1984 e 1986) sembrerebbero testimoniare che le problematiche di bilancio idrico sono probabilmente intrinseche al lago ed avrebbero avuto già rilevanti manifestazioni nello scorso secolo.
Tipicamente, nei laghi dotati di emissario (e spesso impostati su terreni di modesta permeabilità) vi é un effetto autoregolatore nel bilancio idrico. Nei periodi di elevati apporti, al crescere del livello, crescono rapidamente gli efflussi allemissario, trasferendo allo stesso quasi tutte le portate in eccesso e garantendo una sostanziale stabilità dei livelli lacustri (almeno fino alle condizioni di piena dellemissario). Nei periodi di ridotti apporti idrici, allabbassarsi del livello, decrescono altrettanto rapidamente i deflussi, fino, in condizioni estreme, a trasferire la siccità nel bacino dellemissario, riducendo le perdite idriche del lago quasi alla sola evaporazione, e garantendo, quindi, una relativa stabilità dei livelli lacustri. In tal senso le fluttuazioni di livello di molti laghi sono assai limitate, sia nel breve che nel lungo periodo.
Nel Lago Baratz i deflussi idrici avvengono per evaporazione e per filtrazione attraverso la duna, prevalentemente in corrispondenza di una via preferenziale di scorrimento sotterraneo localizzato nel punto più ribassato della duna a Sud-Est del lago, con una superficie filtrante che si estende fino in prossimità del fondo del lago. La variazione dei deflussi attraverso la duna in funzione del livello del lago (variazione che pure esiste in quanto le portate filtrate sono funzione dellestensione della superficie filtrante e del carico piezometrico sulla stessa) è assai più modesta e si manifesta più lentamente nel tempo.
Recentemente è stato verificato che nonostante il periodo di persistenti e intense precipitazioni, specie con riferimento ai regimi pluviometrici tipici regionali, i corsi dacqua che alimentano il lago presentavano portate molto esigue. Contemporaneamente è stata evidenziata una modesta crescita dei livelli del lago (si noti che le fluttuazioni di livello nel periodo compreso tra Luglio 1995 e Gennaio 1997, sono risultate estremamente contenute, dellordine di 30 centimetri su base annua).
Tale situazione conferma quanto già in precedenza dedotto dai dati storici e recenti disponibili sul lago e sul suo bacino imbrifero, che sembrano delineare soprattutto una situazione di crisi del Lago Baratz non tanto a carattere ambientale, quanto indotta dal progressivo ridursi dei volumi idrici invasati nel lago. Tale situazione appare in primo luogo riconducibile alla scarsa capacità, allo stato attuale, del tratto terminale dellalveo degli affluenti al lago di smaltire le portate corrivate dal bacino, a causa dellintricata vegetazione ivi presente, dovuta alla trascurata manutenzione idrologica dellalveo. Secondariamente si ipotizzano processi di drenaggio del lago instauratisi per le particolari condizioni di magra del bacino, come ad esempio sistemi preferenziali di circolazione idrica sotterranea (coltri, faglie o paleoalvei) che drenano lacqua dei rii e del lago convogliandola verso il mare. Non sono tuttavia da escludere eventuali cause antropiche, come i piccoli invasi artificiali riscontrati nelle valli dei rii afferenti il Rio dei Giunchi durante i sopralluoghi, o possibili prelievi abusivi mediante derivazioni e pompaggio.
In considerazione di tale situazione è previsto, preventivamente alla definizione finale del Piano di Interventi ed alla loro progettazione esecutiva, lavvio di unindagine di dettaglio sulle cause che ingenerano la situazione anzidetta, siano esse di origine naturale od antropica.
Lattuale evoluzione dei livelli idrici appare, per quanto illustrato in precedenza, particolarmente preoccupante, in particolare se si ritiene che tale evoluzione sia responsabile della scomparsa della stratificazione termica estiva nel lago (come rilevato nel periodo 1994-1996), da cui potrebbero discendere modificazioni allintero ecosistema lacustre. In tal senso, il problema del controllo dei livelli minimi del lago, tali da garantire, quantomeno, la conservazione delle condizioni limite dellecosistema lacustre, deve essere considerato un problema di priorità assoluta.
Per quanto trascurabile negli ultimi decenni, dominati dal problema dellabbassamento dei livelli, non deve, probabilmente, essere però dimenticato neppure il problema del controllo dei livelli massimi del lago (in particolare in un contesto in cui si garantisse una stabilizzazione dei minimi), come avvenuto per lalluvione del 1963, documentata da Cottiglia (1969). Tale problema, se é rilevante anche in funzione della valorizzazione della fruibilità del lago, riveste una sua importanza intrinseca per gli effetti trofici connessi alla sommersione di estese aree di vegetazione ripale.
Ai fini di affrontare compiutamente i problemi di bilancio idrico del lago, è stato sviluppato un modello, come previsto nel Progetto, il più possibile rappresentativo ed adeguatamente calibrato. Con lausilio di tale modello (che potrà, tuttavia, essere interamente rappresentativo solo nel lungo termine, sulla base di effettive misurazioni dei flussi) andranno valutati i diversi contributi di afflussi e deflussi, per addivenire ad una interpretazione dei bilanci idrici, che, quantomeno, renda conto dei comportamenti rilevati ed in atto. La disponibilità di tale informazioni dovrà costituire la base per lindividuazione delle idonee scelte di Piano di Risanamento, in relazione a tale problematica.
Connesso (per certi versi contrapposto) al problema di bilancio idrico, potrebbe esistere un problema di trasporto solido. Tuttavia, in prima istanza, la sua rilevanza può essere considerata contenuta, sia per la morfologia dellarea, con pendenze relativamente modeste, sia alla luce della non evidenza di rilevanti fenomeni di interramento del lago, come si desume dal confronto, per con tutte le approssimazioni ed incertezze in rilievi a distanza di tanti anni, tra la curva di riempimento attuale e quella rilevata negli anni '60, riportata da Cottiglia (1969).
Il Lago Baratz é chiaramente eutrofico, come si desume da tutti gli indicatori discussi. Tale condizione é stata rilevata da tutti gli autori che si sono occupati del lago e parrebbe sussistere anche in periodi molto precedenti, fino dal secolo scorso (Luglié, 1984 e 1986).
La natura del lago, senza emissario (con deflussi solo per filtrazione ed evaporazione), certamente contribuisce a questo stato, in quanto impedisce ogni deflusso di materiale organico in sospensione, che rimane quindi allinterno del corpo idrico. Anche le problematiche di bilancio idrico, discusse nel precedente paragrafo, interagiscono con l'evoluzione eutrofica, in quanto riducono i volumi idrici, a parità di apporto nutritivo, e, inoltre, influenzano i tempi di ricambio idrico, che incidono sulla dinamica trofica (la valutazione di tali tempi dovrà, pure, essere effettuata nell'ambito degli studi di bilancio idrico).
La trofia naturale del Lago Baratz, ossia la concentrazione media di fosforo totale di origine naturale, risulta compresa tra 35 a 55 mg[ P] /mc ed è pertanto riconducibile ad una situazione al limite inferiore della fascia di eutrofia delle acque. Tale informazione risulta di notevole rilevanza in quanto loligotrofia non deve essere considerata in assoluto come lobiettivo da perseguire e da raggiungere in tutti i corpi idrici: le situazioni eutrofiche non sono quindi necessariamente conseguenza di contaminazione antropica, in quanto un lago può presentare caratteri di elevata trofia anche per cause naturali. Ne consegue che il risultato cui devono tendere gli interventi di risanamento non è tanto quello di riportare gli ambienti ad una condizione di oligotrofia, ma piuttosto quello di ricondurre e mantenere nel tempo ciascun ambiente lacustre ad un livello prossimo alla sua trofia naturale.
Ai fini di comprendere adeguatamente i meccanismi di eutrofia del Lago Baratz sono stati innanzitutto quantificati i contributi di nutrienti di origine endogena (e, tra questi, in particolare, dai sedimenti). I ratei di rilascio dei sedimenti del Lago Baratz, valutati in diverse condizioni chimico-fisiche, sono risultati complessivamente molto contenuti. Il rateo di rilascio in condizioni di anossia (a pH elevato), pur risultando molto maggiore di quelli misurati in condizioni aerobiche, è pur sempre di almeno un ordine di grandezza inferiore dei ratei di rilascio anaerobico misurati in laghi eutrofici. Tuttavia, qualora dovessero instaurarsi nuovamente delle condizioni di anossia nellipolimnio del Lago Baratz, potrebbero verificarsi fenomeni di rilascio di ortofosfato da parte dei sedimenti con il conseguente aumento della concentrazione di fosforo nelle acque del lago, come rilevato già in passato.
Tali risultati, oltre ad una loro valenza interpretativa autonoma, costituiscono la base per un modello trofico, il cui sviluppo è previsto nel Progetto, che dovrà essere opportunamente calibrato e validato nel tempo per potere, poi, costituire un adeguato strumento interpretativo, nonché un supporto nellidentificazione delle scelte del Piano di Risanamento in relazione a tale problematica.
Connesso al problema dell'eutrofia, ma con una sua valenza autonoma in relazione alla fruizione del lago, vi é il problema della presenza di Potamogeton pectinatus lungo le sponde, con unestensione che parrebbe in continuo aumento. Tale problema deve essere valutato nel contesto del quadro interpretativo dell'eutrofia e dei suoi meccanismi di sviluppo, ma le soluzioni andranno studiate anche rispetto alle esigenze di fruizione.
![]()